Il CAC, costo di acquisizione cliente, si calcola dividendo i costi di acquisizione per il numero di nuovi clienti acquisiti nello stesso periodo. Se spendi €24.000 per acquisire 600 nuovi clienti, il CAC medio è €40. Il denominatore contiene persone o aziende al primo acquisto, non tutti gli ordini ricevuti.
Il risultato risponde a una domanda precisa: quanto è costato, in media, portare un nuovo cliente al primo acquisto? Per capire se €40 sono sostenibili serve un secondo passaggio: confrontarli con la contribuzione prodotta da quel cliente e con il tempo necessario a recuperare l'investimento.
In questa guida trovi un metodo ripetibile per costruire il numero, riconoscere gli errori che lo fanno sembrare più basso e leggerlo insieme a margine e riacquisto. Gli esempi sono ipotetici: illustrano il ragionamento e non rappresentano benchmark di settore.
La formula di base è CAC = costi di acquisizione del periodo ÷ nuovi clienti acquisiti nel periodo. La definizione è coerente con la guida Shopify all'acquisizione clienti e-commerce, che mette in rapporto la spesa di acquisizione e i nuovi clienti.
Prima di eseguire la divisione, scrivi tre informazioni accanto al calcolo: periodo, perimetro dei costi e definizione di nuovo cliente. Senza queste informazioni, due numeri chiamati CAC possono misurare cose diverse.
Per esempio, dividere soltanto la spesa pubblicitaria per tutti i nuovi clienti del negozio dà un rapporto utile, ma più ristretto del CAC complessivo. Chiamalo esplicitamente spesa pubblicitaria per nuovo cliente. Se invece includi tutti i costi attribuiti all'acquisizione, usa quella stessa regola nei periodi successivi.
Anche il denominatore deve restare stabile. Un cliente che compra tre volte nel mese è un nuovo cliente, se il primo acquisto assoluto avviene in quel mese, e tre ordini. Se aveva già comprato in precedenza, non è un nuovo cliente neppure quando torna dopo una lunga assenza.
Nel numeratore entrano i costi che hai attribuito all'acquisizione secondo una regola documentata. Il totale può comprendere spesa pubblicitaria e altre attività di acquisizione. Per un founder, il punto è conoscere il totale economico e applicare un criterio coerente, evitando di cambiare metodo quando il risultato diventa meno favorevole.
I costi necessari a vendere e consegnare il prodotto seguono invece il conto del margine dell'ordine: merce, imballaggio, consegna e commissioni. Nel metodo adottato qui non entrano di nuovo nel CAC. Altrimenti li sottrarresti due volte quando confronterai acquisizione e contribuzione.
Lo stesso vale per uno sconto di benvenuto: riduce i ricavi netti del primo ordine. Un omaggio fisico ha invece un costo da assegnare una sola volta al conto economico scelto. Nella lettura per ordine, inseriscilo tra i costi variabili dell'ordine e non sommarlo nuovamente al costo di acquisizione.
Queste convenzioni non sostituiscono il tuo controllo di gestione. Rendono leggibile il ponte tra le metriche commerciali e i risultati economici: chi consulta il report deve sapere dove compare ogni voce.
Consideriamo un trimestre ipotetico. Il negozio ha sostenuto €24.000 di costi di acquisizione secondo il perimetro dichiarato. Ha ricevuto 1.000 ordini, di cui 600 primi ordini di nuovi clienti e 400 ordini successivi di clienti già acquisiti.
Dato
Valore
Ruolo nel calcolo
Costi di acquisizione
€24.000
Numeratore del CAC
Nuovi clienti
600
Denominatore del CAC
Ordini complessivi
1.000
Misura diversa dal numero di nuovi clienti
CAC
€40
€24.000 ÷ 600
Costi di acquisizione divisi per tutti gli ordini
€24
Non è il CAC
Usare 1.000 come denominatore farebbe apparire l'acquisizione meno costosa del 40% rispetto al valore corretto di questo esempio. È un effetto aritmetico dei dati scelti, non una stima dell'errore tipico degli e-commerce.
I 400 riordini possono contribuire molto al risultato dell'azienda. Non vanno ignorati, ma letti nel loro ruolo: generano ricavi e contribuzione da clienti già acquisiti. Per valutare il recupero del CAC iniziale, devi collegarli al gruppo di clienti corretto e al tempo trascorso dal primo acquisto.
Se un nuovo cliente effettua anche un secondo ordine nello stesso trimestre, continua a valere una sola unità nel denominatore del CAC. Il suo secondo ordine aumenta invece il valore osservato di quel cliente. Questa distinzione evita che un buon riacquisto nasconda un peggioramento del costo per acquisire persone nuove.
Parti dalla data del primo acquisto valido nella storia disponibile del cliente. Non usare la data di iscrizione alla newsletter, la creazione dell'account o l'inizio di una nuova sessione come prova che si tratti di un nuovo acquirente.
Gli acquisti duplicati, gli ordini di test e gli annullamenti non devono gonfiare il conteggio. Quando la stessa persona usa indirizzi diversi, la qualità della deduplicazione conta: se riesci a ricondurla con affidabilità a un cliente esistente, non conteggiarla nuovamente come acquisita. Se non riesci, annota il limite del dato.
Per i resi completi serve una regola esplicita. Puoi mantenere il cliente nella coorte del primo acquisto e attribuirgli ricavi netti ridotti o nulli, così da vedere il costo dell'acquisizione senza il beneficio della vendita. Puoi anche affiancare un indicatore sui clienti con acquisto trattenuto. Non passare dall'una all'altra lettura tra due mesi senza indicarlo.
In questa guida il cliente con un acquisto valido poi restituito rimane nella coorte originaria; il reso riduce il valore economico della coorte. Gli ordini annullati prima della vendita non sono invece trattati come acquisizioni concluse. È una convenzione analitica dichiarata, da mantenere coerente nei confronti.
Una migrazione di piattaforma può troncare lo storico. Se vedi solo gli ultimi dodici mesi, alcuni clienti più vecchi potrebbero apparire nuovi. Prima di interpretare un miglioramento del CAC, verifica che non derivi da un cambiamento nella copertura dei dati.
Il CAC descrive il costo medio di un nuovo cliente. Il CPA descrive il costo di un'azione definita: può essere un acquisto, una richiesta o un'altra conversione. Per confrontarli, devi sapere che cosa è stato contato come azione e se gli acquisti comprendono clienti già esistenti.
Il ROAS mette invece in rapporto ricavi attribuiti alla pubblicità e spesa pubblicitaria. Può crescere grazie a ordini di importo più elevato o ad acquisti ripetuti, senza che diminuisca il costo per conquistare nuovi clienti. La guida al calcolo del ROAS chiarisce il rapporto tra quel numero e il margine.
Metrica
Denominatore
Domanda principale
CAC
Nuovi clienti
Quanto costa acquisire un nuovo cliente?
CPA
Azioni definite nel report
Quanto costa ottenere quella specifica azione?
ROAS
Spesa pubblicitaria
Quanti ricavi vengono attribuiti a ogni euro pubblicitario?
Non esiste una distanza percentuale tra CAC e CPA che dimostri automaticamente un errore. Una differenza può dipendere da denominatori diversi, costi diversi o criteri di attribuzione. Prima di cercare una spiegazione commerciale, riconcilia le definizioni.
Riprendiamo il CAC ipotetico di €40. Supponiamo che il primo ordine lasci €30 dopo costo del prodotto e altri costi variabili, ma prima dell'acquisizione. Il primo ordine lascia quindi −€10 dopo il CAC: €30 − €40.
Confronta il CAC con ricavi netti IVA, sconti e resi, dai quali siano stati sottratti i costi variabili pertinenti. Confrontarlo soltanto con lo scontrino significa ignorare il costo necessario a produrre e consegnare ciò che hai venduto. Nella guida al margine di contribuzione trovi la costruzione del conto per ordine.
Se la contribuzione cumulata osservata a sei mesi arriva a €55 per cliente, restano €15 dopo il CAC di €40. Anche questi €15 non sono utile netto: devono ancora coprire le componenti non incluse, tra cui eventuali costi di mantenimento della relazione e costi fissi. Il dato va letto con il suo perimetro, senza trasformarlo in una promessa.
Il valore del cliente può essere espresso sui ricavi oppure sulla contribuzione. Scrivi quale stai usando. Un rapporto tra €120 di ricavi e €40 di CAC è pari a 3, ma non dimostra che l'acquisizione sia sostenibile: una parte dei €120 serve a pagare prodotti, consegne e altri costi.
La guida al valore cliente e al riacquisto mostra come leggere una coorte, cioè un gruppo di clienti acquisiti nello stesso intervallo, su un orizzonte temporale dichiarato. Il confronto corretto usa gruppi osservati per lo stesso tempo: una coorte vecchia di dodici mesi ha avuto più occasioni di comprare di una acquisita da trenta giorni.
Il payback aggiunge il tempo: quando la contribuzione cumulata recupera il costo iniziale? Se il recupero arriva tardi, l'impresa deve finanziare l'attesa. Se non arriva entro il periodo osservato, il payback non è ancora raggiunto; non attribuirgli una data certa proiettando automaticamente l'ultimo mese.
Non esiste un rapporto LTV/CAC o un numero di mesi valido per ogni modello. Contano margine, regolarità dei riordini, capitale disponibile e incertezza della previsione. La guida al CAC payback period approfondisce questa lettura nel tempo.
Un aumento può dipendere da meno nuovi clienti, da più costi di acquisizione o da entrambe le cose. Scomponi prima la variazione. €24.000 divisi per 600 clienti danno €40; gli stessi €24.000 divisi per 480 danno €50. In questo secondo scenario il problema non è una spesa maggiore, ma un numero inferiore di acquisizioni a parità di spesa.
Verifica poi se è cambiata la qualità economica dei clienti. Un CAC più alto può accompagnarsi a una contribuzione maggiore e a un recupero più rapido; un CAC più basso può portare clienti che comprano solo con uno sconto e non tornano. Non scegliere in base al numero più piccolo isolato.
Per confrontare periodi diversi, annota promozioni, variazioni di assortimento e disponibilità prodotto. Se l'acquisizione avviene dopo un ciclo di valutazione lungo, affianca alla lettura mensile un intervallo più ampio. Allinea comunque costi e nuovi clienti sullo stesso periodo, spiegando che il rapporto periodico non ricostruisce da solo il percorso causale di ogni acquisto.
Chiudi la revisione con una decisione osservabile: per esempio, verificare se una diversa composizione dell'offerta migliora la contribuzione dei nuovi clienti senza allungare il recupero. Il CAC diventa utile quando entra in questo confronto, insieme a margine e cassa.
Qual è la formula del costo di acquisizione cliente?
CAC = costi di acquisizione del periodo divisi per nuovi clienti acquisiti nello stesso periodo. Dichiara quali costi includi e conta ogni nuovo cliente una sola volta, anche se effettua più ordini.
Il CAC si può calcolare dividendo la pubblicità per gli ordini?
Quella divisione produce un costo pubblicitario per ordine. Per il CAC servono i nuovi clienti e il perimetro dei costi di acquisizione dichiarato. Ordini e clienti nuovi coincidono solo in casi particolari, da verificare.
Un cliente che torna dopo un anno è un nuovo cliente?
No, se aveva già acquistato e lo storico permette di riconoscerlo. Il suo ritorno è un riacquisto o una riattivazione. Puoi analizzarne il costo separatamente, senza aumentare il denominatore del CAC dei nuovi clienti.
Qual è un buon rapporto LTV/CAC?
Non esiste una soglia universale. Devi sapere se il valore cliente è misurato sui ricavi o sulla contribuzione, su quanti mesi e con quali costi inclusi. Anche il tempo di recupero e la liquidità disponibile cambiano la valutazione.
Cosa succede al CAC se non acquisisco nuovi clienti?
Con zero nuovi clienti la divisione non è definita. Riporta separatamente i costi sostenuti e l'assenza di acquisizioni; non scrivere CAC zero. Può servire osservare un intervallo più ampio se il ciclo di acquisto è lungo.