Il ROAS si calcola dividendo i ricavi attribuiti alla pubblicità per la spesa pubblicitaria: ROAS = ricavi attribuiti ÷ spesa pubblicitaria. Con €40.000 di ricavi attribuiti e €10.000 di spesa, il ROAS è 4, equivalente al 400%. Significa quattro euro di ricavi attribuiti per ogni euro pubblicitario, non quattro euro di guadagno.
Per capire se quel risultato lascia risorse all'azienda, devi conoscere il margine delle vendite considerate. Con una contribuzione prima della pubblicità del 40%, €40.000 di ricavi lasciano €16.000 prima degli annunci e €6.000 dopo i €10.000 di spesa. Quei €6.000 devono ancora coprire gli altri costi non inclusi.
Qui trovi formula, tabella di calcolo e passaggi per costruire una soglia di pareggio coerente con i tuoi numeri. Gli esempi sono ipotetici e semplificati. Il loro scopo è permetterti di verificare i conti, senza proporre un ROAS ideale valido per ogni e-commerce.
Scegli un perimetro e un periodo, raccogli la spesa pubblicitaria corrispondente e i ricavi attribuiti a quella spesa. Dividi i ricavi per il costo. Per esprimere il risultato in percentuale, moltiplica per 100.
Passaggio
Calcolo dell'esempio
Risultato
Ricavi attribuiti
Dato del periodo scelto
€40.000
Spesa pubblicitaria
Dato dello stesso perimetro
€10.000
ROAS come rapporto
€40.000 ÷ €10.000
4
ROAS percentuale
4 × 100
400%
La documentazione Google Ads descrive il ROAS come valore di conversione rispetto al costo pubblicitario. In un e-commerce che usa le vendite come valore, la lettura economica richiede di sapere quali ricavi sono stati trasmessi al report.
Un ROAS del 400% non significa un rendimento netto del 400%. Il numeratore contiene vendite, da cui devono ancora essere sottratti i costi dei prodotti e delle operazioni. Nemmeno sottrarre semplicemente 100 punti percentuali al ROAS restituisce l'utile: mancano ancora quelle voci.
Con spesa pubblicitaria pari a zero, il rapporto non è definito. Con spesa positiva e nessun ricavo attribuito, il ROAS è zero. Non trasformare un dato mancante in zero: prima distingui l'assenza di vendite dall'assenza di informazioni sulle vendite.
Per confrontare il ROAS con il margine, usa ricavi al netto di IVA, sconti e resi. Se il report disponibile contiene importi lordi, conserva la distinzione: puoi leggere il numero del report, ma non confrontarlo direttamente con una soglia calcolata sui ricavi netti.
Supponiamo, solo per illustrare l'effetto dell'IVA, che €48.800 di vendite attribuite comprendano esclusivamente operazioni con IVA al 22% e che sconti e resi siano già stati considerati. La base al netto dell'IVA è €40.000. Su €10.000 di pubblicità, il rapporto lordo è 4,88 e quello netto è 4. Non è cambiata l'attività: è cambiata la base del calcolo.
Con aliquote o Paesi differenti, ricostruisci gli importi effettivi per ordine anziché applicare una percentuale unica. Per gli sconti, verifica se sono già esclusi dal valore registrato; per i resi, verifica fino a quale data sono stati aggiornati. Sottrarre due volte lo stesso sconto o rimborso rende il risultato più basso del dovuto.
I ricavi non sono necessariamente incassi disponibili sul conto. Il ROAS è un rapporto economico di attribuzione e spesa; non descrive i tempi dei pagamenti o il capitale necessario per acquistare merce. Questa distinzione diventa importante quando vuoi trasformare una buona performance commerciale in un piano di crescita.
La soglia di pareggio pubblicitario indica quando la contribuzione delle vendite considerate viene interamente assorbita dalla pubblicità. La formula semplificata è ROAS di pareggio = 1 ÷ margine di contribuzione percentuale prima della pubblicità, usando la percentuale in forma decimale.
Con contribuzione del 40%, il calcolo è 1 ÷ 0,40 = 2,5. Contribuzione del 25% significa 1 ÷ 0,25 = 4. La derivazione è semplice: se ogni euro di ricavo lascia €0,40 prima degli annunci, servono €2,50 di ricavi per coprire €1 di pubblicità.
Questa soglia funziona soltanto entro ipotesi esplicite. I ricavi del ROAS e quelli del margine devono avere la stessa base netta. Il margine deve rappresentare il mix di ordini osservato. I costi variabili degli ordini devono essere già stati considerati, mentre la pubblicità che stai valutando deve essere ancora da sottrarre.
Se mancano altri costi di marketing, la soglia non li copre. Se il report attribuisce ricavi che non sarebbero incrementali, il rapporto non dimostra che siano stati causati dalla pubblicità. Perciò è una soglia aritmetica di confronto sul perimetro dichiarato, non una prova autonoma di redditività o causalità.
Usiamo sempre €10.000 di spesa e un margine prima della pubblicità del 40%. Cambiano solo i ricavi attribuiti. Manteniamo le ipotesi del paragrafo precedente, quindi la contribuzione calcolata riguarda lo stesso insieme di vendite.
Ricavi netti attribuiti
ROAS
Contribuzione prima degli annunci
Contribuzione dopo €10.000 di annunci
€20.000
2
€8.000
−€2.000
€25.000
2,5
€10.000
€0
€30.000
3
€12.000
€2.000
€40.000
4
€16.000
€6.000
La tabella mostra perché il pareggio pubblicitario non è un obiettivo sufficiente per l'azienda. A ROAS 2,5 non resta contribuzione per i costi successivi. A ROAS 3 restano €2.000, ma non sappiamo ancora se bastino per la struttura e per gli altri impegni economici.
Se nel tuo piano vuoi mantenere, dopo la sola pubblicità, una contribuzione pari al 15% dei ricavi, con margine iniziale del 40% puoi destinare agli annunci il 25% dei ricavi: 40% − 15%. Il rapporto corrispondente è 1 diviso 0,25, cioè 4. Anche qui il 15% è un'ipotesi dell'esempio, non una raccomandazione universale.
Questa seconda soglia è utile perché rende visibile l'obiettivo economico scelto. Prima di applicarla, devi però verificare quali costi il 15% residuo dovrà coprire e se il volume atteso genera abbastanza euro, non solo una percentuale soddisfacente.
Considera due insiemi di ordini con €40.000 di ricavi attribuiti e €10.000 di pubblicità. Entrambi hanno ROAS 4. Nel primo, il margine prima della pubblicità è del 40%: restano €6.000 dopo gli annunci. Nel secondo è del 20%: restano −€2.000.
Il secondo insieme vende allo stesso rapporto ricavi/spesa, ma il prodotto e la gestione dell'ordine assorbono una quota maggiore del ricavo. Per questo confrontare il tuo ROAS con quello di un altro brand, senza conoscere margini e basi di calcolo, non offre una soglia decisionale affidabile.
Anche all'interno dello stesso negozio il mix cambia. Una promozione può aumentare il peso di prodotti meno redditizi; una nuova area geografica può aumentare il costo medio di consegna; un periodo con più resi può ridurre i ricavi netti. Il ROAS può restare stabile mentre peggiora ciò che ogni ordine lascia all'azienda.
Se il sintomo è già visibile nei conti, il percorso su fatturato in crescita e margine in calo aiuta a individuare il fattore che è cambiato. Il rapporto pubblicitario, da solo, non separa questi effetti.
Un cliente può incontrare più canali prima di comprare. I report possono riconoscere un ruolo a interazioni diverse e assegnare credito alla stessa vendita secondo criteri differenti. Sommare i ricavi attribuiti da più sistemi può quindi produrre un totale superiore alle vendite effettive del negozio.
Esistono anche effetti di calendario: una spesa avviene in un periodo, l'acquisto in un altro, e i report possono aggiornarsi mentre maturano vendite e resi. Per confrontare due periodi devi conoscere la data del report e la maturità dei dati. Un mese appena chiuso non è sempre comparabile con un mese ormai consolidato.
Queste differenze non dimostrano automaticamente un problema tecnico. Non esiste una percentuale di scostamento che, da sola, diagnostichi la causa. Parti dalla riconciliazione tra ordini, importi netti, date e criteri di attribuzione. La guida all'attribuzione delle conversioni approfondisce i limiti della lettura per canale.
Il ROAS attribuito non coincide inoltre con l'effetto incrementale della pubblicità. Per stabilire quante vendite non sarebbero avvenute senza quell'investimento serve un confronto causale adeguato. Un rapporto elevato può includere domanda che esisteva già: trattarlo come prova di vendite aggiuntive può portare a una decisione sbagliata.
Il ROAS guarda ricavi attribuiti a uno specifico perimetro pubblicitario. Nel metodo adottato da queste guide, il MER = ricavi netti complessivi del periodo ÷ spesa pubblicitaria complessiva del periodo. Il denominatore è la pubblicità, non il totale dei costi di marketing: se scegli quest'ultimo, stai costruendo un indicatore diverso da dichiarare.
Il MER evita di sommare i ricavi attribuiti dai singoli canali, perché parte dai ricavi complessivi. Comprende però anche vendite da clienti esistenti e domanda non attribuita agli annunci. Non dimostra da solo né utile né incrementalità. La guida ROAS e MER: differenze e limiti sviluppa il confronto senza sostituire il conto economico con un altro rapporto.
Il CAC aggiunge la prospettiva dei clienti nuovi: divide i costi di acquisizione per il numero di nuovi clienti. Puoi avere un ROAS in miglioramento grazie ai riordini e un CAC in peggioramento perché acquisire nuove persone costa di più. Per questo la guida al costo di acquisizione cliente mantiene separati clienti, ordini e spesa.
Prepara un confronto con ricavi netti, spesa, ROAS, contribuzione prima e dopo la pubblicità, nuovi clienti e cassa necessaria. Se il rapporto migliora, verifica da quale componente arriva il miglioramento: prezzo, mix, riordini, acquisizione o differenze di misurazione.
Quando consideri un investimento aggiuntivo, la media storica non garantisce che la quota aggiuntiva abbia lo stesso rendimento. Costruisci uno scenario prudente con margine e tempi di recupero espliciti, poi confrontalo con i dati effettivi. L'obiettivo economico è sapere quanti euro aggiuntivi rimangono e quando diventano disponibili.
Se il primo ordine non recupera l'acquisizione, il ragionamento deve includere riacquisti osservati e orizzonte temporale. Non aggiungere al calcolo un valore cliente futuro solo perché serve a far tornare la previsione. La guida al valore del cliente e al riacquisto mostra come distinguere evidenza storica e aspettativa.
Dividi i ricavi attribuiti alla pubblicità per la spesa pubblicitaria dello stesso perimetro. €40.000 divisi per €10.000 danno ROAS 4. Per esprimerlo in percentuale, moltiplica il rapporto per 100: 400%.
Un ROAS 4 significa che sto guadagnando?
Non necessariamente. Significa quattro euro di ricavi attribuiti per euro pubblicitario. Per valutare il risultato devi sottrarre i costi variabili delle vendite, la pubblicità e tutte le altre voci pertinenti. Margini diversi producono risultati diversi a parità di ROAS.
Come si calcola il ROAS di pareggio?
Nel modello semplificato dividi 1 per la quota di contribuzione prima della pubblicità. Con quota 0,40 ottieni 2,5. Il risultato copre la pubblicità assorbendo tutta quella contribuzione; non copre automaticamente costi fissi e altri costi esclusi.
Devo togliere IVA, sconti e resi?
Per confrontare il ROAS con il margine usa una base di ricavi netti coerente, al netto di IVA, sconti e resi. Se il report pubblicitario usa un'altra base, distingui i due numeri. Non sottrarre due volte voci già escluse.
Il MER può sostituire il ROAS?
Rispondono a domande diverse. Il MER adottato qui confronta ricavi netti complessivi e spesa pubblicitaria complessiva; il ROAS usa ricavi attribuiti. Leggerli insieme ai margini aiuta il confronto, ma nessuno dei due dimostra da solo utile o vendite incrementali.